Mondo, 17 dicembre 2020

Sequestrati mezzo milione di euro a Lara Comi, "ha truffato il Parlamento europeo"

Il tribunale di Milano ha ordinato il sequestro per oltre mezzo milione di euro a carico dell’ex europarlamentare Lara Comi e altri cinque indagati. La cifra contestata e sottoposta a sequestro è di 525mila euro e copre i due mandati svolti dalla Comi a Bruxelles dal 2009 al 2019 e riguarda due capi d’imputazioni per il reato di truffa. Oltre all’accusa di truffa l'ex fedelissima di Silvio Berlusconi, conosciuta alle nostre latitudini per aver preso più volte le difese dei frontalieri impiegati in Svizzera, è attualmente indagata per finanziamento illecito nell’inchiesta dell’antimafia di Milano chiamata “Mensa dei poveri”.

La vicenda della truffa al Parlamento europeo è una costola della Mensa dei poveri. L’inchiesta era diventata pubblica nel maggio 2019 quando l’ufficio europeo antifrode (Olaf) segnala,
dopo aver ricevuto una denuncia anonima, “alcune presunte irregolarità a danno del bilancio Ue e gravi inadempimenti degli obblighi professionali da parte di Lara Comi”. Documenti e soprattutto le testimonianze chiudono il cerchio dell’accusa, con la Procura italiana che scrive: “Lara Comi” ha “in modo sistematico e assolutamente spregiudicato piegato ai fini personali il proprio ufficio pubblico commettendo una serie di illeciti allo scopo di drenare denaro dalle casse dell’Unione europea”.

Secondo l’atto d’accusa della procura Comi avrebbe “in modo sistematico e assolutamente spregiudicato piegato a fini personali il proprio ufficio pubblico, commettendo una serie di illeciti allo scopo di drenare denaro dalle casse dell’Unione Europea in proprio e in favore altrui, sfruttando a questo scopo tutti i possibili canali derivanti dal proprio ruolo”.

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