Svizzera, 05 maggio 2021

"I richiedenti l'asilo respinti non devono poter rifiutare un test pcr per evitare il rimpatrio"

Il Consiglio federale deve fare in modo che i richiedenti l'asilo respinti non possano evitare il rimpatrio rifiutandosi di sottoporsi ad un test pcr. È quanto chiede il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri, il quale, con una mozione, propone che venga creata una base legale per colmare questa lacuna che di fatto blocca i rinvii dei richiedenti l'asilo respinti verso il loro paese d'origine.

“Il Consiglio federale – si legge nel testo della mozione - è incaricato di proporre subito una base legale che permetta di sottoporre i richiedenti l’asilo la cui domanda è stata respinta ad eventuali test sanitari necessari al rimpatrio, anche contro la volontà dei diretti interessati”. Infatti, ricorda Quadri, la Sem “ha di recente confermato alla stampa che al momento ‘una decina di richiedenti l'asilo’ in Svizzera la cui domanda è stata respinta rifiutano di sottoporsi al test PCR, e dunque non possono (?) venire rinviati nel loro paese d'origine, poiché sempre più Stati ammettono solo viaggiatori muniti di un test negativo”.

Per il parlamentare leghista di conseguenza 'è ovvio che il rifiuto di sottoporsi al test PCR è un comodo escamotage che, una volta scoperto, verrà utilizzato da sempre più asilanti respinti per sottrarsi rimpatrio', tuttavia la SEM rileva che al momento “non esiste una base legale per svolgere dei test obbligatori”. Per Quadri quindi “a questa grottesca situazione va posto immediatamente rimedio (...) anche in prospettiva di possibili crisi sanitarie analoghe che potrebbero verificarsi in futuro”.

Di seguito il testo integrale della mozione di Lorenzo Quadri:

Mozione al Consiglio federale

Richiedenti l’asilo
respinti che rifiutano di sottoporsi al test PCR sventando così il rimpatrio? Basta!

Testo

Il CF è incaricato di proporre subito una base legale che permetta di sottoporre i richiedenti l’asilo la cui domanda è stata respinta ad eventuali test sanitari necessari al rimpatrio, anche contro la volontà dei diretti interessati.

Motivazione

La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) ha di recente confermato alla stampa che al momento “una decina di richiedenti l'asilo” in Svizzera la cui domanda è stata respinta rifiutano di sottoporsi al test PCR, e dunque non possono (?) venire rinviati nel loro paese d'origine, poiché sempre più Stati ammettono solo viaggiatori muniti di un test negativo.

E’ ovvio che il rifiuto di sottoporsi al test PCR è un comodo escamotage che, una volta scoperto, verrà utilizzato da sempre più asilanti respinti per sottrarsi rimpatrio.

La SEM rileva che al momento “non esiste una base legale per svolgere dei test obbligatori”.
A questa grottesca situazione va posto immediatamente rimedio. Ciò non solo in relazione all’attuale pandemia da Coronavirus, ma anche in prospettiva di possibili crisi sanitarie analoghe che potrebbero verificarsi in futuro.

Con la presente mozione chiedo quindi che il CF si attivi per creare subito la base legale necessaria affinché il richiedente l’asilo con domanda respinta non possa più sottrarsi al rimpatrio rifiutando di sottoporsi ad un test sanitario. Il test sanitario necessario al rimpatrio deve poter essere effettuato anche contro la volontà dell’asilante respinto.

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi

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