Sport, 07 novembre 2021
HCL, come una pietra rotolante
BERNA - Quinta sconfitta consecutiva. Adesso possiamo dirlo: il Lugano è alla deriva. Inaudito, incredibile, assurdo, vien voglia di dire. Ma la realtà dice che i bianconeri sono ormai fuori controllo: ci può stare la sconfitta contro lo Zurigo, forse la miglior squadra del torneo, ma il kappaò subito a Berna contro una compagine in evidente crisi (come la squadra di Mc Sorley) è l'ennesima dimostrazione che qualcosa non funziona all'interno del gruppo.
Le occasioni sprecate (per 5 minuti in 5 contro 4 nessun gol!) e gli errori nella fase difensiva confermano che a livello mentale il Lugano non esiste proprio. Le parole del coach canadese, poi, non convincono più

nessuno: dopo la sconfitta contro i Lions si era attaccato ai dettagli e ai rimbalzi del disco sbagliati. Mah... A Berna, per altro, lo si è visto benissimo: sembra che il puck bruci ogni volta che finisce sul bastone di un giocatore bianconero. Insicurezza, sfiducia e scarsa vena, insomma più una questione mentale che tecnica. E da questo punto di vista la pausa è decisamente benvenuta.
Ci sarà il tempo per recuperare gli ultimi infortunati e per rinsaldare le fila. A patto che tutti facciano autocritica: a cominciare dal tecnico canadese, che sino ad oggi proprio non ha convinto. Una domanda, a proposito: come mai ha lasciato in tribuna Hudacek, unico attaccante che ultimamente ha manifestato una certa lucidità?