Svizzera, 04 ottobre 2024

Il Consiglio federale boicottato dai Cantoni per la sua politica di asilo

Il Consigliere federale Beat Jans, in carica dell'asilo, è sempre più contestato. Questa volta a criticare il ministro socialista è la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), che riunisce i consiglieri di Stato di tutti i cantoni competenti in materia di asilo, la quale ha comunicato al basilese che sospenderà la partecipazione a ulteriori discussioni sui miglioramenti nel settore dell'asilo. "Il consigliere federale Beat Jans si rammarica di questo sviluppo", ha risposto il suo dipartimento al "Tages-Anzeiger", che ha rivelato la notizia.

Nella lettera inviata a Jans, i Cantoni si dicono preoccupati perché la Confederazione, sotto la guida della consigliera federale Karin Keller-Sutter, prevede tagli piuttosto consistenti nel settore dell'asilo, a scapito in particolare dei Cantoni. Il segretario generale del CDOS non ha voluto rendere pubblica la lettera ma conferma che i Cantoni sono arrabbiati. Nel piano di riduzione è previsto che la Confederazione sostenga finanziariamente i Cantoni per un periodo più breve rispetto a oggi per ogni rifugiato affidato loro.



Attualmente la Confederazione paga un pacchetto globale per ogni rifugiato per cinque anni e fino a sette anni per le persone a cui è stato rifiutato l’asilo ma che la Svizzera non può rimpatriare. Il Consiglio federale vuole limitare questo periodo a quattro anni per tutti, risparmiando così 300 milioni nel 2028 e 500 milioni nel 2030. "La Confederazione si sottrae gradualmente alle proprie responsabilità in materia di politica d'asilo", critica il consigliere di Zurigo Mario Fehr.

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