Svizzera, 22 settembre 2018
In parlamento scontro UDC-Sommaruga sulla violenza domestica: colpa degli uomini o problema importato dall'estero?
Il Parlamento svizzero vuole proteggere meglio le vittime di violenza domestica e dello stalking. Dopo il Consiglio degli Stati, il Consiglio nazionale ha ora approvato un progetto di legge volto a introdurre nuove misure per combattere questo tipo di reati. In Svizzera, nel solo 2017 sono stati registrati oltre 17'000 reati di violenza domestica, con 21 morti, perlopiù donne. L'UDC ha colto l'occasione del dibattito, non tanto per contestare le misure in sè ma per mettere in evidenza quale è, secondo loro, l'origine di questo problema, ossia un problema in gran parte importato dall'estero in cui la stragrande maggioranza dei colpevoli è straniera. A salire sul podio, come riferisce il Blick che del dibattito ha pubblicato un resoconto, sono stati i pesi massimi del partito, che hanno uno dopo l'altro chiesto al Ministro della Giustizia Simonetta Sommargua domande in queste senso. Il primo è stato lo zurighese Mauro Tuena: "Signora consigliere federale, voglio sapere da lei, come e in che misura queste enormi eccessi di violenza hanno una connessione con la massiccia immigrazione avvenuta in Svizzera negli scorsi anni". Per Sommaruga, le statistiche in suo possesso non differenzierebbero tra criminali svizzeri e criminali stranieri.
Sommaruga: è un problema maschile
La legge in discussione non distingue da dove provengono gli autori di questi reati e qual è il loro passato, ma li tratta tutti allo stesso modo, spiega il ministro socialista. Dopo Tuena, sale sul podio il bernese Erich Hess e calcola: "Abbiamo una quota di stranieri del 25 percento. E questi 25 percento sono responsabili di oltre il 50 percento di questi casi che stiamo discutendo qui. È principalmente un problema straniero o no?"
Sommaruga sembra infastidita e risponde: "Signor Consigliere nazionale, se vuole descrivere

per forza il problema, allora è un problema di uomini."
Risposta che evidentemente non soddisfa gli esponenti UDC che continuano a salire sul podio e a interrogare Sommaruga con domande dal tenore simile. Si presenta quindi il capogruppo Thomas Aeschi, seguito poi dal presidente di partito Albert Rösti e infine Adrian Amstutz, invitando a rispondere alla domanda se sia o meno un problema di stranieri. Sommaruga da parte sua non si sbilancia e continua a riferirsi alle statistiche in suo possesso, che come detto non specificano la nazionalità degli autori, e ignora semplicemente le cifre fornitegli dagli esponenti democentristi, che mostrerebbero che la grande maggioranza di questi reati viene compiuta da stranieri.
Progetto di legge accolto
Alla fine la camera bassa ha accolto con 122 voti favorevoli contro 62 la legge in discussione. La maggior parte dei cambiamenti nel diritto civile e penale non avevano peraltro incontrato particolare opposizione. L'obiettivo è quello di rafforzare meglio i divieti di contatto. In futuro quindi, i tribunali dovrebbero anche essere in grado di ordinare che uno stalker o una persona condannata per violenza domestica per un certo periodo porti un braccialetto elettronico in modo che si possa verificare mantenga le distanze dalla vittima. I costi di queste misure dovrebbero essere messi a carico dei colpevoli.
Dopo la consultazione, il Consiglio federale ha tuttavia rinunciato alla sorveglianza in tempo reale, per la quale ai cantoni mancano le risorse. Un altro punto che dovrebbe venire introdotto è fare in modo che una denuncia non dipenda solo dalla volontà della vittima ma piuttosto dalle autorità giudiziarie, in modo che il colpevole dei reati non possa fare pressione sulla vittima e spingerla a far cadere il procedimento. Il dossier ora passa di nuovo al Consiglio degli Stati.