Mondo, 20 novembre 2018
Sequestrata la nave Aquarius, "scaricava in Italia i rifiuti infetti dei migranti"
Rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, scaricati in maniera indifferenziata nei porti italiani come se fossero rifiuti urbani. È questa l'accusa nei confronti della Ong Medici senza frontiere e di due agenti marittimi. Accusa che ha fatto scattare il sequestro preventivo dell'Aquarius, attualmente nel porto di Marsiglia, e di 460 mila euro. In tutto gli indagati sono 24. Lo riportano i media italiani.
24 persone su cui ora pende l'accusa di aver "sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo della Vos Prudence e dell'Aquarius e conferiti in modo indifferenziato, unitamente ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco dei migranti". I fatti risalgono a due periodi: per quanto riguarda la Vos Prudence si va da marzo 2017 a luglio 2017, mentre per la Aquarius dal gennaio 2017 al maggio 2018.
24 mila chili di rifiuti potenzialmente infetti
Secondo la procura la Ong avrebbe scaricato "indumenti contaminati indossati dagli extracomunicari", ma anche scarti alimentari e rifiuti sanitari infettivi. Tutti oggetti che venivano utilizzati a bordo della Aquarius per assicurare l'assistenza medica ai migranti. Per raccogliere le prove sono state effettuate
"intercettazioni telefoniche, telematiche, ambientali e video" ed è stata fatta "l'analisi di documentazione marittima, sanitaria e commerciale relativa ai citati sbarchi e gli scali tecnici delle navi Ong produttrici di rifiuti".
Gli inquirenti avrebbero accertato lo smaltimento illecito di qualcosa come 24mila kg di rifiuti in 44 diverse occasioni, 37 sbarchi dell'Aquarius e 7 della nave Vos Prudence in undici porti, tutti situati nel Sud Italia.
Anche in Spagna?
Non è la prima volta lo smaltimento dei rifiuti della Aquarius finisce agli onori della cronaca. La prima volta (vedi articoli allegati) era successo nel mese di luglio, in Spagna, quando un mucchio di indumenti della croce rossa era stato fotografato ed era circolato sul web. Inizialmente si era pensato semplicemente ad uno spreco ma poi la croce rossa aveva affermato che si trattava invece di indumenti potenzialmente infetti che dovevano essere smaltiti.
Come si può vedere dalle fotografie gli indumenti erano accastati all'aria aperta senza nessun tipo di sorveglianza o recinzione (nonostante la croce rossa abbia sostenuto il contrario). Ma allora la notizia era stata largamente ignorata dalla stampa e dalle autorità o addirittura dichiarata come falsa, nonostante l'evidenza sostenuta dalle fotografie e dal fatto che qualcuno si era potuto avvicinato a pochi metri dagli indumenti.