Svizzera, 18 luglio 2019

Maxi-cantiere a Ginevra, impresa italiana sospettata di dumping sparisce nel nulla causando ritardi e costi milionari

Un'impresa italiana sospettata di sottopagare i propri dipendenti sul cantiere del futuro deposito dell'azienda dei trasporto pubblici di Ginevra (TPG) ha fatto perdere le sue tracce.

A metà giugno, l'azienda dovette interrompere i lavori finchè non fosse conclusa l'indagine penale sul presunto dumping. Dopo aver presentato ricorso, la società è potuta tornare al lavoro grazie a un effetto sospensivo concesso dal tribunale.

Ma i lavori non sono durati al lungo, dal momento, come rivela l'RTS in un servizio, i dipendenti
della società non si sono più presentati sul cantiere dopo una decina di giorni e l'azienda ha fatto perdere le sue tracce, ciò che ha provocato un rallentamento dei lavori. Contattato, l'avvocato della società sostiene che quella dei suoi rappresentati non sarebbe una partenza definitiva, ma una sospensione dell'attività dovuta al fatto che il pagamento di parte delle fatture non sarebbe stato effettuato.

Le conseguenze sul cantiere sono valutate a 18 mesi di ritardo e un costo aggiuntivo di 10 milioni di franchi.

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