Sport, 02 ottobre 2019

Se “l’hockey è uno sport onesto”, il derby ha emesso un suo verdetto

La vittoria del Lugano ottenuta ieri ad Ambrì fotografa appieno la crescita della squadra di Kapanen e su cosa deve lavorare quella di Cereda per risalire la china

AMBRÌ – Il primo derby stagionale è andato in archivio con una vittoria del Lugano risicata nel risultato (2-1), ma meritata per quanto visto sul ghiaccio. Se, come sottolinea l’head coach della Nazionale, Patrick Fischer, “l’hockey è uno sport onesto”, allora dalla sfida di ieri possiamo trarre qualche conclusione. Alla Valascia, dove i bianconeri lo scorso anno avevano sempre perso, si è vista una squadra capace di dominare a tratti il gioco, capace di fare di più dei propri cugini e in grado di trovare anche quelle reti che fanno felici gli allenatori: forechecking alto, passaggio davanti alla porta e deviazione nello slot. Per informazioni chiedere al trio Lammer-Bürgler-Sannitz.

Il gioco e i dettami tattici di Kapanen si iniziano a vedere, iniziano a dare i propri frutti, anche grazie al sacrificio di tutti gli uomini, sia di movimento sia di chi resta a guardia della porta. Il Lugano è sceso in pista alla Valascia con più fame, con più volontà e con l’intento di continuare a ottenere punti importanti, dopo un inizio stagionale complicato. Da Zugo in poi si è iniziata a intravvedere una squadra vera, un
complesso che spinge verso il medesimo obiettivo e che ha intrapreso la strada giusta. Certo c’è ancora da migliorare, c’è da essere più pungenti e concreti in fase offensiva, i bianconeri devono lavorare anche sulla fluidità della manovra in zona difensiva, ma aver incassato una sola rete in Leventina è un buon punto di partenza.

Evidentemente in casa Ambrì, invece, non c’è da essere soddisfatti ma, volendo essere positivi, proprio dalla sconfitta rimediata ieri tra le mura amiche i ragazzi di Cereda devono imparare diverse cose. Ai leventinesi è mancato sicuramente qualcosa, forse la grinta e le scelte giuste nei momenti decisivi, ma tutti dalle parti della Valascia sono ben consci di aver fatto un qualcosa in meno dei cugini bianconeri che hanno fatto loro l’incontro, al netto della rete annullata a Dal Pian. Lo scorso anno l’attitudine e l’intensità espresse sul ghiaccio, sommate alle qualità di Kubalik, fecero la differenza, mentre quest’anno i risultati spesso stentano ad arrivare, ma aggiustando quei piccoli dettagli che ieri hanno fatto la differenza, ecco che i leventinesi potranno presto tornare a far paura a tutti.

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