“Questo tipo di operazione – spiega il Prof. Enrico Ferrari, chirurgo responsabile degli interventi – è considerato il trattamento migliore, in una prospettiva di lungo termine, in caso di infezione della radice aortica in pazienti già operati per sostituzione valvolare e nelle recidive di endocarditi. L’esito positivo di entrambi gli interventi e il benessere postoperatorio dei pazienti sono per noi motivo di grande soddisfazione anche per la rara opportunità di aver potuto offrire questo trattamento, che è certamente il migliore possibile per questi specifici pazienti che abbiamo operato”.
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Il valore di questi interventi è ribadito dal primario di cardiochirurgia del Cardiocentro, Prof. Stefanos Demertzis, che sottolinea come “le radici aortiche, o homograft, sono prelevate da donatore il cui cuore non è idoneo al trapianto, oppure che ha scelto di limitare ai tessuti la sua disponibilità come donatore. Sono trapianti che non comportano rischi di rigetto, almeno in fase acuta, perché il tessuto utilizzato risulta ‘inerte’ a seguito del processo di isolamento, decontaminazione e congelamento. Detto questo, la disponibilità di questi preziosi tessuti dipende ovviamente dalla possibilità di conservarli in strutture dedicate. La banca dei tessuti cardiovascolari della Lugano Cell Factory – di cui è responsabile tecnico Lucia Turchetto – è autorizzata dall’Ufficio Federale di Sanità Pubblica ed è la prima struttura in Svizzera specificamente dedicata all’espianto, al processamento e alla conservazione di tessuti cardiovascolari destinati al trapianto. Credo che sia una realtà di assoluto valore e di grande importanza, non solo per il Cardiocentro, tanto che progettiamo di ampliarla per offrire i tessuti in essa conservati anche ad altri centri cardiochirurgici, in Svizzera e all’estero”.
Il valore di questi interventi è ribadito dal primario di cardiochirurgia del Cardiocentro, Prof. Stefanos Demertzis, che sottolinea come “le radici aortiche, o homograft, sono prelevate da donatore il cui cuore non è idoneo al trapianto, oppure che ha scelto di limitare ai tessuti la sua disponibilità come donatore. Sono trapianti che non comportano rischi di rigetto, almeno in fase acuta, perché il tessuto utilizzato risulta ‘inerte’ a seguito del processo di isolamento, decontaminazione e congelamento. Detto questo, la disponibilità di questi preziosi tessuti dipende ovviamente dalla possibilità di conservarli in strutture dedicate. La banca dei tessuti cardiovascolari della Lugano Cell Factory – di cui è responsabile tecnico Lucia Turchetto – è autorizzata dall’Ufficio Federale di Sanità Pubblica ed è la prima struttura in Svizzera specificamente dedicata all’espianto, al processamento e alla conservazione di tessuti cardiovascolari destinati al trapianto. Credo che sia una realtà di assoluto valore e di grande importanza, non solo per il Cardiocentro, tanto che progettiamo di ampliarla per offrire i tessuti in essa conservati anche ad altri centri cardiochirurgici, in Svizzera e all’estero”.
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