Svizzera, 15 maggio 2021
Cosa intende fare il Consiglio federale per fermare Nekkaz? "Nulla"
Il Consiglio federale “non ravvisa alcuna necessità di intervenire” per impedire all’imprenditore
franco-algerino Rachid Nekkaz di istigare alla violazione della legge svizzera.
È quanto si legge nella risposta a un’interpellanza presentata dal consigliere nazionale UDC Piero Marchesi dopo che Nekkaz aveva annunciato di voler pagare tutte le multe delle donne che continueranno a indossare il burqa in Svizzera nonostante il divieto approvato in votazione popolare.
Marchesi sosteneva che le dichiarazioni di Nekkaz costituissero “una palese istigazione alla violazione della Costituzione e della legge” e chiedeva quindi al Consiglio federale

cosa intendesse fare.
“Nulla” è la risposta del Consiglio federale, che richiama un precedente atto parlamentare presentato dal consigliere nazionale della Lega Lorenzo Quadri allorquando Nekkaz fece la medesima promessa in Ticino.
Allora il Consiglio federale rispose a Quadri che Nekkaz non poteva essere dichiarato persona non grata in Svizzera. “La fedpol – scriveva il Consiglio federale nel 2016 rispondendo a Quadri - può disporre l'espulsione nei confronti di uno straniero allo scopo di salvaguardare la sicurezza interna o esterna della Svizzera. Un reato punito con la sola multa non soddisfa però queste condizioni”.