Svizzera, 04 giugno 2021

Espulso nel 1997, è ancora in Svizzera (e probabilmente ci resterà)

La sua domanda d’asilo è stata respinta il 26 agosto 1997. Ma lui è ancora qui. E molto probabilmente potrà restarci, visto che nel frattempo i suoi problemi ne hanno reso inesigibile il rinvio, almeno stando ai giudici del Tribunale amministrativo federale (TAF).

Protagonista della vicenda è un cittadino angolano che avrebbe dovuto lasciare la Svizzera quasi 24 anni fa ma che è riuscito a rimanere grazie a un’impressionante sfilza di ricorsi. Tutti respinti tranne l’ultimo, presentato nel gennaio 2020 dall’avvocato Alfred Ngoyi Wa Mwanza, che è stato ora accolto dal TAF.

I giudici hanno rimproverato alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) di aver confermato la decisione di rinvio dell’angolano senza tenere sufficientemente conto dei suoi problemi di salute, o meglio della sua “cardiopatia valvolare nell'insufficienza aortica di 3° grado con stenosi e ipertrofia ventricolare mista”.

/> La SEM aveva ritenuto che questi problemi non costituissero un ostacolo al suo rinvio in Angola, visto che anche nel paese africano avrebbe potuto avere accesso alle cure e ai medicamenti necessari. Nel 2019, per l’ennesima volta, ne avevano quindi decretato l’espulsione dalla Svizzera.

A torto, secondo i giudici, che nella sentenza pubblicata questa settimana accusano la SEM di non aver valutato il peggioramento dello stato di salute dell’uomo. Inoltre, secondo i giudici, dopo oltre vent’anni trascorsi lontani dall’Angola egli farebbe fatica a ritrovarvi un lavoro che gli consenta di finanziarsi i medicamenti necessari.

Il ricorso è quindi stato accolto e la causa rinviata alla SEM affinché provveda nuovamente a verificare l’eventuale accessibilità alle cure mediche che l’uomo avrebbe in caso di ritorno in Angola. Se questa accessibilità non fosse assicurata, la SEM dovrà consentirgli di restare in Svizzera.

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