Opinioni, 08 luglio 2026

Accordo elettrico con l'UE. Quadri: “La Svizzera non ha bisogno di trattati di sottomissione”

L’accordo sull’elettricità con l’Unione europea, che fa parte del pacchetto del trattato di sottomissione (Bilaterali III), sta mostrando pesanti controindicazioni che vanno ben oltre la dimensione tecnica.
 

Secondo quanto riportato da fonti mediatiche, una nota del DATEC trasmessa alla Commissione dell’energia del Consiglio nazionale evidenzia una serie di criticità inquietanti. Tra queste, il tema delle riserve elettriche invernali: se l’accordo entrasse in vigore, la Svizzera non le potrebbe più costituire in modo autonomo. Se stabilisse riserve superiori a quelle che Bruxelles reputa necessarie, si esporrebbe a sanzioni.
 

Un secondo elemento centrale riguarda la ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto europeo. L’accordo implicherebbe l’adeguamento continuo delle leggi svizzere alle evoluzioni normative dell’UE in materia di approvvigionamento elettrico. Modifiche decise unilateralmente a Bruxelles diventerebbero vincolanti per il nostro Paese, azzerando di fatto il margine di autonomia decisionale a livello nazionale. Altro che la “sicurezza giuridica” di cui si riempiono la bocca i fautori dell’accordo di sottomissione!
 

In caso di mancato adeguamento alle nuove regole, l’UE potrebbe sanzionare la Svizzera anche nell’ambito degli altri accordi bilaterali.
 


 

Inoltre, l’accordo sull’energia metterebbe in forse i canoni d’acqua, che per i Cantoni alpini come il nostro rappresentano una fonte di entrate molto importante. I canoni d’acqua sono il corrispettivo che i gestori delle centrali idroelettriche pagano agli enti pubblici (Cantoni, Comuni, distretti o corporazioni) in cambio del diritto di utilizzare le loro risorse idriche per produrre elettricità.
 

La Svizzera non sarebbe nemmeno più libera di definire la soglia di consumo che rientra nel servizio universale, nel cui ambito lo Stato può regolamentare le tariffe dell’elettricità. La conseguenza sarebbe un aumento della bolletta per le famiglie e le piccole e medie imprese.
 

In altre parole, l’accordo con l’UE sull’elettricità segnerebbe la fine della sovranità elvetica in un ambito essenziale quale la politica energetica. Una vera iattura, mascherata (e pure male) dietro la solita trita retorica della cooperazione. La Svizzera non ha alcun bisogno di trattati internazionali di questo tipo.
 

Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi

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