Sport, 17 novembre 2019
Renzetti a tutto gas: a 177 km/h e patente a rischio
Il presidente del Lugano è stato pizzicato dal radar nel Canton San Gallo dopo la sconfitta subita dai bianconeri lo scorso 25 agosto: “Ho sbagliato”, ha ammesso
LUGANO – Il piede un po’ pesante in autostrada, qualche chilometro orario in più sul tachimetro e la luce del radar che compare all’improvviso inesorabile: chiunque abbia preso una multa di velocità conosce quella sensazione e anche lo stupore del flash che arriva quando si è sopra pensiero. Una sensazione conosciuta anche da Angelo Renzetti, lo scorso 25 agosto, quando, tornando da San Gallo in occasione della sfida di campionato del suo Lugano, ha visto il classico bagliore del radar, mentre viaggiava a 177 km/h!
L’infrazione è avvenuta a Kriessen, stando a quanto riporta il “Blick” che cita un provvedimento penale del pubblico ministero di San Gallo. “La velocità legalmente rilevante è di 170 km/h, visti che sono stati dedotti i classici 7 km/h di sicurezza”, ha spiegato un portavoce della polizia di San Gallo.
Fatale, alla luce dei fatti, è stata la sconfitta subita dal Lugano a San Gallo e l’arbitraggio. “Dopo il 3-1 di Itten sono andato in macchina, ero arrabbiato con l’arbitro visto

che aveva espulso un nostro giocatori nei primi minuti della ripresa – ha spiegato lo stesso Renzetti al “Blick” – Ero arrabbiato, stavo pensando a questa cosa e mi sono accorto di aver preso il radar, ma non pensavo di andare così veloce. Era la mia prima volta alla guida di quella Golf e non sapevo che fosse così potente”.
L’infrazione è avvenuta alle 18.04, a Kriessen, a 40 km circa dallo stadio di San Gallo. “Mi dispiace molto di aver guidato a quella velocità, un personaggio pubblico della mia età non dovrebbe fare queste cose, non è un messaggio positivo”, ha continuato il presidente bianconero che dovrà ora pagare una multa di 1650 franchi, oltre a 350 franchi di tasse.
Nessuna sanzione ancora per la patente di Angelo Renzetti – che già in passato era stato punito in più di un’occasione per “gravi violazioni delle regole del traffico” – solamente perché “la questione deve prima passare da San Gallo al Ticino”, ha concluso il presidente.