Conferenza stampa oggi a Bellinzona col Governo in corpore e anche col Medico Cantonale Giorgio Merlani, collegato via Skype a causa dell'isolamento per il Coronavirus. Questa volta dopo un po' di tempo erano presenti in sala anche i giornalisti.
Vitta: "Sepulveda diceva che il sole nasce come premio dopo la pioggia"
"Il Governo ha deciso all'unanimità le misure che saranno in vigore da settimana prossima, in linea con l'andamento registrato in questi giorni, l'obiettivo è contenere il virus. I dati sono positivi, a dimostrazione che gli sforzi dei cittadini sono efficaci e validi, tuttavia dobbiamo continuare a mantenere con rigore quanto si dice per non vanificare i sacrifici. Il successo delle misure dipende dall'agire di ognuno di noi".
"L'Amministrazione Cantonale continuerà a lavorare in modo ridotto. Per quanto riguarda l'economia, le misure sono state discusse e condivise con le parti sociali, il medico cantonale, i rappresentanti di EOC e Moncucco e sono state sottoposte al Consiglio Federale. Abbiamo richiesto e ottenuto anche per la prossima settimana, come unico Cantone, una finestra di crisi. Rimaniamo l'unico Cantone ad avere misure più restrittive rispetto al resto della Svizzera. Esse rientrano in una situazione graduale".
E legge l'ordinanza, che di fatto replica quelle passate tranne che per la possibilità di estrarre pietra naturale (con 10 persone presenti) e i committenti dei cantieri che diventano responsabili in caso di non rispetto delle norme.
"In poco tempo abbiamo dovuto rallentare il ritmo delle nostre vite, abbiamo dovuto fermarci, abbandonare la frenesia quotidiana, abbiamo dovuto vivere relazioni distanti con la vicinanza nel cuore, abbiamo dovuto prenderci cura di noi stessi e della collettività, mettendo al primo posto la salute che prima davamo un po' per scontato. La nostra vita ha un ritmo più lento, ci stiamo abituando a una nuova normalità, guardando vanti non sarà come prima, sarà un vivere più lento, con attenzione alla distanza sociale e alle norme igieniche. Anche quando la fase più acuta sarà alle nostre spalle il virus sarà presente in mezzo a noi e dovremo conviverci finchè non ci sarà un vaccino, e ci vuole tempo. Vivremo una normalità limitata, attenendoci alle norme igieniche e di distanza sociale. La quotidianità non sarà libera come prima ma caratterizzata da norme di comportamento responsabile. Siamo responsabile del nostro bene più prezioso, la salute. Sotto questa angolatura la nuova realtà sarà più limitata ma questa situazione difficile ci ha reso più forti, più uniti, più solidali, più attenti all'essenziale delle nostre vite, più responsabili, più attaccati alla nostra terra, che impareremo a apprezzare e scoprire nelle sue sfaccettature più nascoste anche nel periodo estivo. Sepulveda, che ci ha lasciato oggi, diceva che il sole arrivava come premio dopo la pioggia: parole che possiamo fare nostre per avere positività, luce e speranza. Il mio augurio ed anche quello del Governo è che questo ritmo più lento che abbiamo conosciuto e che sarà parte di noi sia uno stimolo per assaporare i valori dell'esistenza e di avere più cura di noi stessi e degli altri".
Gobbi: "I controlli ai valichi continueranno"
"L'allenamento delle misure permette di potersi recare più facilmente al lavoro ma si parla di una libertà limitata rispetto a tre mesi fa. Dobbiamo evitare spostamenti non necessari: necessari lo sono evadere le commissioni, lavorare, comprare qualcosa. Anche in questa fase di miglioramento dobbiamo continuare con disciplina individuale, che permette alla collettività di beneficarne con questo lento ritorno alla normalità. La pazienza permette di salvare vite, anche di capire meglio questo particolare momento storico e di non buttare alle ortiche quanto fatto. Il miglioramento della gestione del virus è frutto di comportamenti corretti. Ogni azione ha una causa e un effetto, se è giusta l'effetto sarà giusto, quello che compiamo oggi lo vediamo fra dieci giorni sulla curva, che si sta appiattendo. Ma ricordiamoci che il sistema sanitario è comunque sotto pressione, che deve essere pronto a intervenire se risale la curva".
"Era inimmaginabile sino a qualche giorno fa di amministrare la giustizia via videochiamate, ma stiamo scoprendo quanto funziona il telelavoro, anche noi come Amministrazione cantonale, così come l'economia. Anche per chi potrà riaprire, richiamo alla disciplina. I controlli ci saranno ancora, anche ai valichi di frontiera, dove le barriere resteranno alte, sia da parte svizzera che italiana, a tutela della nostra popolazione".
"Dobbiamo capire che tutto non si estinguerà con le prossime scadenze, per questo abbiamo prorogato lo stato di necessità sino a fine maggio, per ricordare che la situazione migliora ma non è finita. Non abbassiamo la guardia, anzi, teniamola alta per contribuire alla salute di tutti, degli anziani, di chi ci offre cure di qualità".
De Rosa: "I contagi risaliranno con l'allenamento delle misure"
"In questa prima fase del Coronavirus avete dato prova di responsabilità che ha salvato vite umane, grazie di cuore. Ieri il Consiglio di Stato ha potuto approvare la nuova organizzazione degli enti ospedalieri con cui le strutture si faranno carico della seconda fase di Coronavirus, probabilmente più difficile della prima. Dobbiamo attenderci ondate sui contagi, cercando di far sì che siano più lievi possibili per potervi far fronte. L'obiettivo, lo abbiamo sempre detto, è la protezione della salute della popolazione e del buon funzionamento del sistema socio-sanitario".
"Purtroppo il tasso di letalità della malattia resta elevato, soprattutto nelle fasce a rischio. Ma anche i giovani e i giovani adulti possono avere decorsi gravi. Bisogna garantire a tutti di poter essere curati con amore e responsabilità, come accaduto sinora. Il nuovo assetto degli ospedali deve essere rapido e flessibile per seguire i cicli di contagio che abbiamo davanti. La Carità resterà l'unico dedicato esclusivamente ai malati Covid 19, gli altri ospedali Covid continuano a mantenere letti sia per malati Covid che malati non Covid".
"Il Consiglio Federale ha annunciato l'eliminazione del divieto a effettuare esami e trattamenti non urgenti, sia in ospedale che negli studi medici. È importante tornare a un sistema ordinario anche per i pazienti non Covid, che magari hanno rinunciato a farsi visitare o ricoverare per paura di un contagio. Ma è altrettanto pericoloso, rischia di avere conseguenze su chi attendendo troppo mette a rischio la salute. I posti letti per i malati Covid scendono da 140 a 81 posti nelle cure intense (a La Carità, a Moncucco e al Cardiocentro) e a 400 nei reparti. Per il livello 3, una fase meno acuta, scenderemo da 150 a 60-70 posti. Per i livelli 3-4, di cura post acuta, si passerà da 130-150 letti a 110. Il livello 5, quello che riguarda la riabilitazione, avrà una trentina di letti. Il riassetto è accompagnato dalla vigilanza continua sulla pandemia. Se l'allenamento delle misure si traducesse in un aumento dei contagi, le strutture sono pronte a ripristinare l'assetto iniziale in 48 ore".
"Intendiamoci: probabilmente l'allentamento delle misure farà alzare i contagi, ma facciamo sì che avvenga in modo più indolore possibile e qui sono importanti i cittadini".
"Anche le famiglie hanno attraversato una fase difficile, dover restare a casa ci ha trasformato in familiari curanti, prendendoci cura uno dell'altro, e anche in docenti. Ogni c'è la giornata di prevenzione "Ti proteggo, mi proteggo": solo applicando con perseveranza le norme possiamo continuare assieme una maratona dal traguardo lontano. L'esperienza delle prime settimane di pandemia ci ha insegnato tanto, come cittadini e come classe politica. Il Ticino ha fatto fronte comune e grazie alla finestra di crisi abbiamo avuto il permesso di Berna di andare oltre, permettendoci di non essere colpiti in modo insostenibile dalla prima ondata. Abbiamo capito l'importanza di una certa autonomia, della rapidità di azione e dell'unione e nella prontezza dei cittadini nel rispettare le misure. Sarà importante adottare la politica dei pochi passi. Se è vero che occorrono fino a 10-14 giorni per capire il reale valore sulle strutture sanitarie, ci vuole tempo anche per tornare alle attività. Veglieremo attentamente sull'aspetto e, me ne sono fatto portavoce con gli altri Direttori della Sanità, riteniamo importante avere una certa autonomia, occorre tener conto delle diversità dei cantoni e della situazione dei paesi limitrofi".
"Lo stato di necessità ha mostrato il lato bello del Ticino. Ora ci attendono settimane e mesi ancora