Le autorità cantonali si sono ritrovate oggi per aggiornare la popolazione circa l'evoluzione della situazione legata al coronavirus in Ticino. All'incontro informativo a Palazzo delle Orsoline hanno preso parte il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il Capo dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta Matteo Cocchi e il Medico cantonale Giorgio Merlani.
La cronaca della conferenza:
"Il 30 giugno decade lo stato di necessità"
Gobbi: "Con il 30 giugno decade lo stato di necessità. Significa un ritorno, lento, alla normalità. Merlani e Cocchi informeranno cosa accadrà il 1 luglio con il ritorno alla normalità. Una normalità che, però, sarà diversa. Il nostro obiettivo è stare attenti e monitorare la situazione. Val la pena ricordare il primo caso che fu il 25 febbraio scorso. Abbiamo imposto il divieto dei grandi eventi il 26 febbraio. Pochi giorni dopo, è stata predisposta la chiusura delle frontiere. Il 16 marzo sono state chiuse tutte le scuole. Sfruttando il ponte del 19 marzo, il 20 marzo sono state chiuse le attività economiche e abbiamo chiesto il 22 marzo di ottenere la finestra di crisi. Abbiamo vissuto un mese di chiusura. Il 20 aprile abbiamo iniziato ad allentare le misure, allineandoci poi il 4 maggio alle normative federali. Il 30 giugno, per decisione del Governo, decade lo stato di necessità, ma ci sarà un team che seguirà l'evoluzione della situazione. Il gioco di squadra di questi mesi ha fatto sì che tutti potessimo gestire al meglio la situazione. Il Ticino ha dimostrato di aver reagito estremamente efficace: sia sul piano sanitario sia dal punto di vista economico".
"Qualche errore sì, ma..."
Gobbi: "Sicuramente qualche errore è stato commesso a tutti i livelli, ma nel quadro completo ne usciamo bene e a testa alta. La velocità è una di quelle cose che ci ha visto sempre un po' visto in discussione. La velocità la si trova secondo il momento e il luogo in cui ci si trova. Ecco il perché di alcune discordanze con Berna. Il dialogo ha permesso di superare eventuali distanze. Ci avviciniamo alla revoca dello stato di necessità, che non significa che tutto è passato. Il virus è ancora presente e richiede il rispetto di determinati comportamenti. Vogliamo confermare che il Ticino ha funzionato come sistema-Paese. Abbiamo vinto una prima parte di partita. La partita non è però terminata".
"Pronti a reagire"
Cocchi: "Lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta si è assunto dei compiti di supporto e coordinamento a favore del Governo. Ora,