«Il Partito Socialista svizzero mette l’impressionante cifra di 820’000 franchi nella campagna contro l’iniziativa “200 franchi bastano”». È quanto denuncia Piero Marchesi, ricordando come questa scelta rafforzi il legame politico tra sinistra e servizio pubblico radiotelevisivo. «E poi c’è ancora chi continua a raccontare che SSR e RSI non sarebbero di sinistra».
In Ticino, osserva Marchesi, «il PLR è un blocco monolitico: non si registra nemmeno una voce di peso a favore dell’iniziativa». Anche chi avrebbe una posizione diversa resta allineato: «tutti compatti, tutti contro». Una disciplina che stride con le posizioni ufficiali del partito.
Il contrasto è evidente anche sul piano fiscale. «A parole il PLR chiede meno Stato e meno burocrazia. Poi però è sempre in prima fila quando si tratta di più appalti pubblici». E quando lo Stato tassa, «in questo caso con il canone radiotelevisivo, improvvisamente va tutto bene». Marchesi ricorda infine che «l’iniziativa abolirebbe il canone per le aziende e artigiani», proprio quelle realtà che il PLR dice di rappresentare.
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